ISCRIZIONI

Per iscriverti ad ANGSA Marche richiedi il modulo alla mail: angsamarche@libero.it (quota associativa 40 euro)

domenica 5 gennaio 2020

A PROPOSITO DI USO/ABUSO DI PSICOFARMACI E AUTISMI

ANGSA Marche, intervenendo in merito alla riflessione sull'uso/abuso di psicofarmaci, ha scritto ieri  nella lista di discussione "Autismo-scuola" (lista pubblica).

"Buongiorno a tutti,
gli scambi degli ultimi giorni evidenziano convergenza circa l’importanza dell’assessment internistico prima della prescrizione di uno psicofarmaco. Nella pratica clinica, “assessment internistico” pensiamo significhi conoscere le peculiarità della presentazione dei sintomi delle persone autistiche, nonché conoscere i principali aspetti biochimici meritevoli di diagnosi e terapia.
Riteniamo che i professionisti che operano sul territorio abbiano competenze per effettuare queste valutazioni sulla cui importanza tutti concordiamo?
Sembrerebbe di no, a giudicare dal sorriso scarsamente espressivo, comportamento emesso dalla maggior parte dei medici (pediatri, NPI e psichiatri) quando i familiari fanno riferimento a “stress ossidativo”, “anomalie immunologiche” e “disbiosi”, sebbene ampiamente documentati dalla ricerca degli ultimi anni. D’altra parte, non potrebbe essere altrimenti, dal momento che la formazione dei medici continua ad essere fortemente carente su questi aspetti, solitamente citati in frettolosi elenchi “per completezza”, ma senza consentire all’uditorio di comprenderne la rilevanza e acquisire strumenti per intervenire.
Un’ulteriore carenza, inoltre, riguarda la totale assenza di collaborazione tra i professionisti, ciascuno dei quali fa il proprio pezzetto senza confrontarsi con gli altri.
A proposito delle equipe multidisciplinari richieste da noi genitori con forza da tempo, ci permettiamo di riportare un passaggio (tratto da un articolo) che riflette le nostre “più che sensazioni”:
“…Se ne parla spesso ma in molte realtà la multidisciplinarietà è ancora una favola. Ci sono professionisti della salute che credono di avere il primato e l’unicità della cura. Questo modello oramai antico è stato sorpassato da nuovi concetti di “Patient Centred”. E' solo uno dei molti approcci alla medicina nati come alternative al tradizionale paradigma biomedico, che, intorno alla fine degli anni '70, ha iniziato a mostrare chiari segnali di crisi…”
https://www.nurse24.it/…/lunione-fa-la-forza-lequipe-multip…
L’ “abito su misura” per il progetto di vita inizia dagli aspetti biologici, con “misurazioni” da parte di tecnici che sappiano cosa fare, esattamente come richiediamo competenza in ambito psicoeducativo. Attualmente non c’è equilibrio su questi temi, nè si intravede all’orizzonte alcun cambiamento significativo.
Al contrario, nonostante a parole siamo tutti d’accordo, si continua a percepire una forte resistenza a mettere in campo iniziative serie, con modalità che non siano solamente di facciata, in grado di trasferire ai professionisti una formazione efficace, presupposto di scelte ponderate (il “razionale” di cui parla Carlo Hanau) anche nella prescrizione di psicofarmaci.
(A.F. ANGSA Marche)



Di seguito, il link di una riflessione della dottoressa Cristina Panisi che condividiamo pienamente (da tempo immemorabile ci stiamo aspramente confrontando con le istituzioni su questo argomento)
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2545589468887780&set=a.359439470836135&type=3&theater

E il link del contributo della dottoressa Daniela Mariani Cerati che riassume articoli provenienti da autori di diversi paesi (Italia, America, Olanda e Svezia) che affrontano questo tema e invitano ad un ripensamento.
http://www.pernoiautistici.com/wp-content/uploads/2020/01/Psicofarmaci-e-autismo.pdf?fbclid=IwAR0U-GbIe9jDaZjxYWRmpGivhd6ULJjZermIksnSGFu43AXOMmwZfuelH_c

Nessun commento:

Posta un commento