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mercoledì 29 settembre 2021

SERVIZI SOCIOSANITARI DIURNI E RESIDENZIALI. CONTINUA L’EMARGINAZIONE DEI PIÙ DEBOLI CON L’INDEGNO PERCORSO DI CONCENTRAZIONE E ISTITUZIONALIZZAZIONE.

 

Comunicato stampa 

Servizi sociosanitari diurni e residenziali. Continua l’emarginazione dei più deboli con l’indegno percorso di concentrazione e istituzionalizzazione 

L’emergenza coronavirus di questo anno e mezzo non ha fermato il percorso volto alla concentrazione dei servizi diurni e residenziali ed alla conseguente emarginazione dei soggetti più deboli (disabilità, salute mentale, persone con demenza, anziani non autosufficienti).

Il tracciato, avviato dalla giunta Ceriscioli, con le delibere sui nuovi requisiti di autorizzazione del luglio 2020,  prosegue con perfetta continuità con la nuova giunta Acquaroli.

L’ultima perla è la dichiarazione di compatibilità, ai fini dell’autorizzazione da parte della regione Marche (Decreto 48 del 23 settembre), di una struttura sita a Rapagnano (provincia di Fermo) per la realizzazione, da parte della società di costruzioni Castellani e Gelosi con sede a Terni, di un “complesso sanitario” di 3 palazzine  (75+60+40) per complessivi 175 posti: 155 residenziali e 20 diurni. Destinatari: anziani non autosufficienti e con demenza, disabili, persone con disturbi mentali.

I posti sono così distribuiti: 70 di Cure intermedie (30+40), 6 di riabilitazione intensiva, 39 di Rsa disabili (all’interno dell’atto erroneamente si fa riferimento alla categoria “non autosufficienza” che farebbe pensare ad anziani), 20 di diurno per persone con demenza, per la salute mentale: 21 di riabilitazione intensiva e 19 di residenza protetta.

Non ci interessa in questa fase entrare in alcuni aspetti regolamentari sui quali avremo occasione di ritornare.

Chi riteneva che il problema riguardasse la possibilità di accorpamenti illimitati per le strutture già attive è servito. Il diabolico meccanismo che determina la possibilità di attivare posti autorizzabili secondo il fabbisogno, e la sostanziale mancanza di regole dettate dalla totale assenza di orizzonti di politica sociale, determina un sistema ad incastri che porta a mostri come questi.

Prospettive di questo genere possono essere assunte solo da chi concepisce le politiche sociali (intese come interventi riguardanti sia la sanità che l’assistenza sociale) al pari di una qualunque attività commerciale. Una deriva vergognosa e  inaccettabile. Qualcuno magari dirà che autorizzare non significa contrattualizzare (per i non addetti: convenzionare), ma gran parte di questi posti potranno esserlo e, comunque, solo chi è capace di assemblare matematicamente,  ma è lontano dalla realtà dei servizi, può concepire l’autorizzazione di 70 posti di cure intermedie (una sostanziale post acuzie) in un unico territorio, o 39 posti di residenza sanitaria per disabili. (alla faccia dei “moduli” da massimo 20!).

Presidente Acquaroli e assessore Saltamartini, cosa significa per voi servizi “territoriali, inclusivi, comunitari”? Che idea di servizi avete? Non è bastata la lezione della pandemia con gli effetti drammatici riscontrati in molte strutture residenziali per avviare una riflessione su questo settore? Le Marche e le persone che necessitano di sostegni e servizi non meritano politiche di questo tipo. Chi le promuove dovrebbe essere consapevole della gravissima responsabilità che si sta assumendo. 

ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone Autistiche) Marche

ACLI (Associazione cristiana lavoratori italiani) Marche

Fondazione Paladini, Ancona

Cooperativa Papa Giovanni XXIII, Ancona

Gruppo Solidarietà, Moie di Maiolati (An)

UILDM (Unione italiana lotta distrofia muscolare) Ancona 

28 settembre 2021

http://www.grusol.it/apriSocialeN.asp?id=1039&fbclid=IwAR0UhALRBt5cgxB9UHsmKWKc5IJ8J9u0Er1THReatCP7HXj1o48hyebbLIg