giovedì 3 settembre 2020

Garantire la continuità didattica per gli alunni e le alunne con disabilità



Tante famiglie – scrivono dal Comitato Uniti per l’Autismo Marche – si chiedono se sarà possibile garantire la continuità didattica ai ragazzi e alle ragazze con disabilità, anche alla luce delle circostanze eccezionali di questo nuovo anno scolastico segnato dalla pandemia. 

Chiediamo pertanto che, in deroga alle procedure di selezione vigenti, sia data la possibilità, alle famiglie che lo richiederanno, di mantenere lo stesso insegnante di sostegno nell’interesse dell’alunno/a con disabilità, per non comprometterne ulteriormente il percorso formativo

http://www.superando.it/2020/09/03/garantire-la-continuita-didattica-per-gli-alunni-e-le-alunne-con-disabilita/?fbclid=IwAR0z4X9qCENbvM-R1fqd4PixJL_ybgPsvbaFvVouDogKujagbk346V_b5E0

lunedì 20 luglio 2020

UN PRIMO SEGNALE POSITIVO per il CENTRO REGIONALE AUTISMO ADULTI: Proroga contratto dott.ssa A. Fiengo, Psichiatra dell'equipe.

(da sinistra: Valentina Artoni psicologa, Elena Bianchini assistente sociale,Vinicio Alessandroni psicologo e responsabile del centro, Annastasia L.C.Fiengo psichiatra, Valentina Ascani psicologa.)

Un primo importante segnale positivo:
A pochissimi giorni dalla scadenza del suo contratto, è arrivata la proroga di un anno per la dottoressa A. Fiengo, Psichiatra, unico medico dell'equipe del Centro Regionale Autismo Adulti.

Non ci fermeremo finchè tutte le clausole previste dalla Legge regionale per i disturbi dello Spettro Autistico (n.25/2014), compresi l'ampliamento e la stabilizzazione dell'equipe adulti, e le convenzioni con specialisti quali Immunologo e Gastroenterologo non saranno rese operative.

DETERMINA DEL DIRETTORE DELL'AREA VASTA N. 5

N. 905/AV5 DEL 20/07/2020

"....Per quanto sopra premesso, si propone:
1. di prorogare, ai sensi dell’art. 20, comma 8 del Dlgs 75/2017, per la durata di mesi dodici a decorrere dal
1/09/2020 il termine del contratto a tempo determinato, stipulato in qualità di Dirigente Medico della
disciplina di Psichiatria, con la Dr.ssa Fiengo Annastasia Lucia Carmela;..."



giovedì 16 luglio 2020

MARCHE: Il Centro Regionale Autismo Adulti chiude! E altro...









































































Il Centro Regionale Autismo Adulti chiude!

E’ il grido di allarme che le famiglie con un figlio autistico lanciano, considerando che all’uscita dal percorso scolastico i loro figli rischiano, in questa Regione, di trovare nuovamente il nulla.
Il Centro Regionale Autismo Adulti è prossimo alla chiusura definitiva.
Chiude, dopo tre anni di formazione e di esperienze positive con le famiglie e con i Servizi sanitari e sociali, che ne hanno fatto il punto di riferimento regionale e nazionale per gli interventi in età adulta: il 31 agosto scade il contratto della psichiatra, l’unica figura medica attualmente presente nell’equipe, alla quale viene  negato il rinnovo, nascondendosi dietro a ostacoli burocratici.
Inoltre, da un anno una delle due psicologhe assegnate al Centro è in maternità, non è stata sostituita e il suo contratto scade a fine luglio.
Di fatto rimangono solamente una psicologa per alcuni mesi e l’assistente sociale sino a febbraio, poi il buio: il Centro Regionale Autismo Adulti esiste solo sulla carta ( D.G.R. Marche n.993 del 04/09/2017 ) e gli operatori, dopo 3 anni di contratto a tempo determinato e nonostante abbiano acquisito i criteri per la stabilizzazione, vengono mandati a casa. Così tutte le energie e i soldi spesi per la formazione, l’esperienza maturata in un lavoro così delicato, elementi indispensabili  per un intervento qualificato in tema di autismo, si buttano nel cestino, fregandosene di tutti i proclami che mirano a garantire la continuità del servizio e salvaguardare le competenze acquisite nell’interesse della salute dei nostri figli.

Ma anche gli altri servizi che ci dovrebbero dare risposte sono in grandissima difficoltà:

-       Le UMEA di AV non hanno personale dedicato, i pensionamenti non vengono rimpiazzati, così          il servizio territoriale competente per la disabilità adulta, non è nelle condizioni di prendere in            carico i nostri figli

I   I Centri diurni, in molte parti della Regione non sono ancora riaperti e non sappiamo quando riapriranno. Non solo: per la riapertura di qualche servizio si segnalano illegittime richieste da parte dell’ente gestore affinché le famiglie sottoscrivano una liberatoria in cui si esonerano gestore e i Comune da ogni forma di responsabilità e si rinuncia pregiudizialmente a intraprendere qualunque azione di tutela legale dei propri congiunti, nonostante la Regione si sia dichiarata del tutto estranea da richiesta di questo tipo.
-     Il sollievo residenziale temporaneo, così necessario dopo questo lungo periodo in cui noi famiglie, da sole, abbiamo avuto il totale carico dei nostri figli, non  ci viene concesso;

-    L’Azzeruolo, unica comunità residenziale della Regione per persone autistiche, è in grande difficoltà: oggi accoglie solo 4 ragazzi sui 9 posti disponibili, non accetta più altri ospiti e, in conseguenza del COVID, da 4 mesi le persone autistiche che ci vivono non possono tornare a casa e vedono i genitori soltanto sporadicamente in sede, in condizioni del tutto innaturali e controproducenti, soprattutto nel caso dell’autismo. Questa segregazione non è più accettabile, dal momento che per il resto del paese la situazione è profondamente cambiata, ma, nonostante numerosi accorati appelli, non è ancora permesso di riabbracciarli e trascorrere con loro alcuni giorni, riprendendo una consuetudine affettivamente e socialmente molto importante per le persone autistiche.
Se va avanti così, quando li riavremo a casa?

Sono molti gli interventi che possono essere attivati al fine di rispettare i Livelli Essenziali di Assistenza: ma è fondamentale individuare di volta in volta chi ha il potere e la responsabilità di decidere e di agire.
Assistiamo invece a una giostra delle responsabilità: la Regione (Servizio Servizi Sociali e Servizio Salute) scaricano sull’ASUR la competenza e l’onere delle decisioni attuative, l’ASUR sulle singole Aree Vaste; le Aree Vaste si trincerano dietro atti amministrativi (delibere, determine) che piovono dall’alto senza le necessarie coperture finanziarie e quindi rimandano la responsabilità delle mancate risposte all’ASUR e alla Regione … e poi si ricomincia dall’inizio senza venirne mai a capo!
Non è poi così difficile sedersi attorno a un tavolo e decidere, ognuno per le proprie competenze, chi deve fare cosa per organizzare l’insieme degli interventi. Né si può continuare a nascondersi dietro le delibere e i cavilli burocratici senza tenere in conto la sofferenza di noi familiari e dei nostri figli.

Chiediamo atti concreti:
- il rinnovo immediato dei contratti degli operatori del Centro Regionale Autismo Adulti;
- la definizione della dotazione organica del Centro adulti e un programma di stabilizzazione del         personale    precario avente diritto;
- una seria politica di stabilizzazione del personale UMEA
- la convocazione urgente del Coordinamento Regionale per i Disturbi dello Spettro Autistico, previsto dalla L.R. n. 25/14 e solo recentemente costituito, per una riflessione attenta di ciò che è stato fatto e di ciò che è indispensabile predisporre immediatamente, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. In questa sede si affronteranno i problemi attuali e futuri dei Servizi rivolti alla disabilità adulta, prospettando soprattutto indifferibili soluzioni concrete. L’emergenza Covid ha penalizzato le persone più fragili e i loro caregiver: noi e i nostri figli non possiamo permetterci di adeguarci ai tempi biblici della politica!

Uniti per l’Autismo Marche
(Anffas, Angsa, La Mano Tesa, Omphalos, Ragazzi Oltre, Un Passo Avanti)

16.7.2020

LA VITA NELLO SPETTRO AUTISTICO Webinar gratuito 21 Luglio ore 17-19.30


Cercare di rivolgere lo sguardo oltre il comportamento "autistico" dei nostri figli è un percorso iniziato molti anni fa da noi genitori di Angsa Marche.
E' tempo che le conoscenze sulle problematiche organiche che la ricerca ha accumulato negli anni diventino patrimonio culturale comune di tutti quelli che si occupano di persone autistiche (noi genitori compresi), per poter essere applicate nel dare risposte concrete ai loro bisogni di salute.
In questo incontro i professionisti useranno un linguaggio non eccessivamente tecnico, e dunque i contenuti saranno accessibili anche a un uditorio non esperto. Pertanto è auspicabile un'ampia partecipazione da parte dei familiari.
PROGRAMMA:
-Dalla diagnosi all'intervento
Laura Villa, Neuropsichiatra infantile
IRCCS- Istituto di Ricerca Eugenio Medea, Bosisio Parini
Lecco
-Dalla prevenzione alla presa in carico interdisciplinare
Cristina Panisi, Pediatra
Fondazione Istituto Sacra Famiglia, Varese
Per iscrizioni: anto.foglia@gmail.com
(si prega di collegarsi 5 minuti prima dell'inizio dell'evento)

venerdì 19 giugno 2020

"AUTISMO e LAVORO" Zoom meeting 25 giugno ore18




AUTISMO e LAVORO
Zoom meeting 25 giugno h 18



La partecipazione delle persone con autismo nel mondo del lavoro è una questione complessa, che richiede di integrare le prospettive di tutti gli attori coinvolti.                                    Lo strumento MAJA Matching Autism-Job Awareness è proposto ai professionisti per costruire un'interfaccia tra la persona autistica e il mondo del lavoro, per favorire un incontro proficuo per entrambe le parti.
Con noi anche il team di ENGIM Piemonte Artigianelli e Scuola Futuro Lavoro di Milano


Panisi C., Keller R. (2019)
“Adulti con disturbo dello spettro autistico nel mondo del lavoro: proposta di uno strumento di valutazione”
Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo"
2019, Volume 4, N 1, 105-125

PDF dell'articolo scaricabile al link:
https://drive.google.com/file/d/1etV3_D4ijhLSBEhtu93pwpHgPZ8lKYMz/view?usp=sharing

mercoledì 10 giugno 2020

LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI PER LA GESTIONE DELLE STRUTTURE RESIDENZIALI SANITARIE, SOCIOSANITARIE E SOCIALI NELL’AREA EXTRA OSPEDALIERA NEL GRADUALE SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA COVID-19. DGR 685 dell'8.6.2020



















.............SEZIONE 3 - ACCESSI ALLE STRUTTURE DA PARTE DI VISITATORI/FAMILIARI
L’indicazione fondamentale è quella di cercare di identificare ed intercettare quanto più possibile i soggetti in grado di veicolare l’infezione, anche asintomatici, per evitare che entrino in contatto con quelli a rischio di contrarla, ivi compresi gli operatori sanitari.
Fintanto che permane lo stato di emergenza sanitaria nazionale, la visita parenti/conoscenti può essere autorizzata nei casi necessari soltanto dalla Direzione della struttura, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici.
Le persone autorizzate dovranno comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni raccomandate per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da COVID-19 (in particolare utilizzo di DPI e distanziamento sociale/fisico).
Nelle situazioni di fine vita, su richiesta del morente o dei familiari, si consideri anche di autorizzare l’assistenza spirituale, ove non sia possibile attraverso modalità telematiche, con tutte le precauzioni raccomandate per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da COVID-19.
Si evidenzia in ogni caso l’opportunità di privilegiare, e sempre di comune accordo con i familiari, forme a distanza anche attraverso l’utilizzo di strumenti alternativi al contatto diretto, tramite sistemi di comunicazione a distanza (es. telefono, videochiamate, videoconferenze) magari intensificando la frequenza degli appuntamenti.
In ogni caso va garantita la possibilità di ricevere informazioni sullo stato di salute del proprio familiare residente attraverso una figura appositamente designata.
Per i casi che richiedono un incontro in forma diretta bisogna organizzare lo svolgimento dell’incontro al fine di garantire tutte le necessarie misure di sicurezza e protezione che dovranno essere rispettate secondo le seguenti indicazioni:
1. Prevedere lo svolgimento dell’incontro su appuntamento, in modo da scaglionare le visite/colloqui per evitare assembramenti;
2. Per il visitatore/familiare che accede alla struttura è obbligatorio compilare (avendo cura di registrare la data dell’accesso) e conservare in apposito registro la scheda di valutazione per ingresso di visitatori - (vedi Appendice Questionario-Triage). È assolutamente necessario impedire l’accesso a persone che presentino sintomi di infezione respiratoria acuta, anche di lieve entità, o che abbiano avuto un contatto stretto con casi di COVID19 sospetti/probabili/confermati negli ultimi 14 giorni.
3. Potrà accedere un solo visitatore/familiare che dovrà indossare la mascherina chirurgica e un paio di guanti.
4. Raccomandare al familiare di mantenere una distanza di almeno 1 metro e istruirlo al lavaggio delle mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica prima e dopo l’accesso la visita alla stanza di degenza;
5. Dove possibile, sarebbe auspicabile organizzare le visite in spazi all’aperto, oppure in luoghi dedicati, che siano poi sanificati e che permettano il distanziamento fisico, al limite se gli spazi non fossero sufficienti prevedere barriere di plexiglass. Areare spesso i locali dedicati.
6. Riservare l’accesso nella struttura e in stanza di degenza solo ai pazienti non mobilizzabili al fine di limitare al massimo l’ingresso di esterni in struttura.
7. Garantire nelle nuove modalità organizzative derivanti dall’applicazione delle presenti linee di indirizzo il coinvolgimento delle associazioni rappresentative dei familiari, ove presenti;
8. Garantire l’aggiornamento delle carte dei servizi delle strutture sulla base delle presenti linee di indirizzo.
9. Va definito, distinguendolo ove possibile, il percorso tra ingresso e uscita. In caso contrario è necessario regolamentare i flussi in modo da evitare contatti e assembramenti...................................................
Per scaricare l'intera delibera

giovedì 21 maggio 2020

PIANO TERRITORIALE DELLA REGIONE MARCHE PER LA RIAPERTURA GRADUALE DEI CENTRI SEMIRESIDENZIALI SANITARI E SOCIOSANITARI NELLA FASE 2 DELL’EMERGENZA COVID-19

DGR n. 600 del 18 maggio 2020
"...Contestualmente alla predisposizione del piano, il Responsabile della struttura, raccoglierà le esigenze degli utenti che frequentavano il Centro e le intenzioni degli stessi e dei loro familiari rispetto ad una ripresa del servizio. La struttura formula la proposta di rimodulazione del progetto individuale sulla base delle esigenze, aspettative e desideri degli utenti e rispettivi familiari, il più possibile in coerenza ed in continuità con quanto già determinato e mantenendo la centralità degli obiettivi già condivisi. (Pag. 4)
.........................Gli assistiti che non possono frequentare il Centro o cui è stata ridotta la frequenza per osservare le misure di contrasto al contagio da COVID-19 o che decidono di non voler frequentare, potranno fruire di forme alternative di trattamento...." (Pag 6)
DGR Pdf scaricabile al link: